La Commedia de li alieni umani

In cento canti in terzina dantesca, endecasillabo a rima incatenata. Ripercorre molte fasi delle utopie e dei sogni umani, attraverso i secoli, le tradizioni, i miti e i riti

“La commedia de li alieni umani è nata in varie fasi di crescita della mia consapevolezza. Come è nata la propongo senza note, senza spiegazioni, praticamente senza tutto ciò che potrebbe alterare o dare spiegazioni di ogni tipo. Ognuno se la leggerà a suo modo, traendone così conclusioni intimamente e strettamente personali. Come è ovvio è nata principalmente nei momenti di veglia rilassata, senza lasciarsi sopraffare dalle continue vicende negative portate in auge da quelli umani che ormai sono devianti, cioè alieni, alieni nel corpo, ma ancor di più nella mente, nell’anima e nello spirito.

Il testo a volte può sembrare crudo, ma deve sottostare a parecchie regole di metrica e pertanto diviene molto sintetico e di conseguenza non presenta né accessori inutili, né orpelli, né fronzoli, e neppure tutto ciò che a volte anbrebbe svelato meglio il senso o il succo del discorso.Ma i trenta che mi leggeranno troveranno sicuramente vari motivi di riflessione e, almeno due-tre volte spero, qualche verso di loro gradimento”. Angelico Brugnoli

Nel mezzo della notte, un sogno chiaro

in giro per il cosmo m’ha portato,

ridando a me vigor più novo e raro

 

e mi ritengo proprio fortunato

perché, vivendo spesso tra li alieni,

ampi temi per voi ho preparato,

 

per voi legati solo ai vostri beni

e nulla ancor sapete d’altre vite

di cui li cieli immensi sono pieni.

 

Perciò vorrei narrar, se mi seguite,

qualcosa del mio viaggio tra le stelle,

in mezzo a genti nuove, d’alma mite,

 

che forse un giorno ci saran gemelle,

allor che seguiremo quella strada

che sol si traccia con virtù novelle.

 

(incipit del prologo)



Ilcorsaronero 18

Editoriale del n. 18

Cento anni fa, il 6 febbraio 1913, nasceva Giuseppe Turcato. Sono trascorsi quasi diciassette anni dalla sua morte, avvenuta il 23 ottobre 1996. Il tempo attenua i ricordi, sbiadisce le figure e forse a molti, anche per ragioni anagrafiche, il nome di Turcato dice poco. Ma noi – e per noi intendiamo quelli de “Ilcorsaronero” – non lo possiamo dimenticare, e gli dedichiamo questo numero della rivista, alla sua seconda uscita nella rinnovata organizzazione editoriale, che con il numero scorso ha comportato qualche inconveniente, di cui chiediamo venia ai nostri lettori. Giuseppe Turcato è stato il maggiore studioso di Salgari, il punto di riferimento di tutti i salgariani, i salgaristi e i salgarofili d’Italia. Nato a Castelfranco Veneto, ha trascorso la sua vita a Venezia. Comandante partigiano durante la Resistenza – famosa la “beffa del teatro Goldoni” da lui organizzata – cominciò a interessarsi in maniera approfondita a Salgari nel 1961, in occasione del cinquantenario della morte. Con scrupolo e determinazione si mise sulle tracce dello scrittore e lo fece finalmente uscire dalle nebbie attribuendogli il giusto e liberandolo degli inutili, se non dannosi, orpelli dei falsi e dei rimaneggiamenti. Scoprì opere rimaste celate sotto pseudonimi e appendici sepolte dalla polvere di vecchi giornali, mise una parola definitiva su molti aspetti sconosciuti o poco chiari della biografia. Egli è stato un maestro senza volerlo essere, i suoi insegnamenti li trasmetteva attraverso quello che faceva e il modo in cui lo faceva. È stato il padre, senza che fosse nelle sue intenzioni, di quella che è stata chiamata la “Scuola veneta” degli studi salgariani, nel senso che è stato «l’iniziatore di una nuova e originale scuola di studio dell’opera di Salgari, la cui principale finalità è il recupero della scrittura autentica del popolare autore, troppo spesso alterata dai falsi e da riscritture tendenziose. Alla fine degli anni Sessanta, questo proposito portò alla prima, incompiuta ma insuperata edizione delle opere salgariane, grazie anche alla disponibilità di Mario Spagnol1, una delle più interessanti figure editoriali del dopoguerra. Turcato, senza clamore, tracciò un indirizzo che, divenuto presto vincolante, prevedeva la ricerca delle fonti, l’analisi del contesto letterario e il rigore filologico»2. Ci ha insegnato che gli strumenti della critica e della filologia si applicano anche a Salgari, che per studiare un autore come lui occorre togliergli l’alone di “romanticismo” che, purtroppo, lo ha sempre circondato e avvicinarlo con serietà e rigore, liberandolo dall’eccesso di biografismo e psicologismo per cui si guarda più al personaggio che alla forma e ai contenuti delle sue opere, e così la vita e l’opera si mescolano in un modo inaccettabile dal punto di vista storico-filologico. Ribadiamo qui la nostra fedeltà agli insegnamenti di Turcato, in tempi nei quali sembra sia “di moda” fare attribuzioni, scoprire pseudonimi, scoperchiare segreti…. senza una scrupolosa, attenta, rigorosa ricerca tra le fonti, quasi un ritorno alla fabbrica dei falsi! Ancora una volta: Saccaroa, Capitan Bepi!

EDITORIALE

TESTIMONIANZE
Io, Sandokan e la Radio per le scuole, di Gian Domenico Mazzocato

ARCHIVIO
Emilio Firpo: «Ho conosciuto di persona Emilio Salgari», di Elsa Müller

Lettera di Emilio Firpo

LABORATORIO
La libertà creativa dello scrittore. Lectio magistralis, di Mino Milani

Un buon giorno per morire, di Luca Crovi

Mito e fantastico: Salgari, Tolkien e i supereroi, di Michele Martinelli

STUDI
Salgari, i suoi editori e il libro illustrato d’avventura, di Roberto Fioraso

Il Catalogo di Casa Treves. Gesta e passioni di editori, scrittori, artisti e libri illustrati, di Dario Pontuale

Fumetti e figurine salgariani, di Stefano Nocentini

NUGAE
L’uomo che ha inventato tutti gli eroi, di Darwin Pastorin

A modo mio: un alfiere milanese, di Giuseppe Bonomi
PROFILI
Profili bio-bibliografici degli autori

NOTIZIE
Cavalcando l’avventura a cura di Gino Bedeschi, Giuseppe Cantarosa
e Bartolo Tondini

IL RACCONTO
Un dramma nell’arcipelago greco, di Emilio Salgari

SEGNALAZIONI
Segnalazioni bibliografiche

IL CONCORSO
Emilio Salgari Short Stories per racconti avventurosi e di genere, a cura dell’Editore

Guida a Le piazze dei sapori, 2013

Guida agli operatori del gusto presenti alla manifestazione “Le piazze dei sapori” ed. 2013

“Le Piazze dei Sapori è la manifestazione, promossa da Confesercenti Verona, che ogni primavera, da undici anni, riempie le piazze del centro storico di Verona con le migliori produzioni enogastronomiche italiane ed europee, accuratamente selezionate da uno staff di esperti del settore.

Considerato come il più grande evento del suo genere nel Veneto, Le Piazze dei Sapori portano ai piedi dell’Arena più di cento imprese dei settori alimentare ed enologico, un afflusso medio di 150 mila persone ad edizione e decine di spettacoli musicali e teatrali” Alessandro Torluccio