La Generazione Perduta

La Prima guerra mondiale ha sconvolto l’era moderna, causato milioni di morti e cambiato per sempre il modo di confrontarsi sul campo di battaglia. Nelle profondità delle trincee, centinaia di migliaia di giovani hanno convissuto con la morte e, fra di loro, vi erano poeti e scrittori, degli autori che sarebbero poi diventati giganti della letteratura, su tutti J.R.R. Tolkien. Nel centenario del conflitto, questa raccolta di articoli si propone di analizzare il ruolo che la Grande Guerra ebbe sulle opere del professore oxoniense, un evento che, di fatto, ha segnato l’uomo e gettato le basi del legendarium tolkieniano, in rapporto alle esperienze di alcuni suoi contemporanei e commilitoni, dagli war poets fino al revival di classici letterari e la funzione della propaganda.

I contributi

L’ombra del guerriero. Guerra e antimilitarismo nella Terra di Mezzo, Wu Ming 4Il loro nome vive per sempre. La memoria dei caduti nella subcreazione tolkieniana, Simone BonechiFrom War Poets to Historical Novelists. Prospettive sulla letteratura inglese della Grande Guerra, Michele Peroni • Il patriottismo nella Prima guerra mondiale: Valerij Brjusov e J.R.R. Tolkien, Sofi Hakobyan • Da William Morris alla Somme: l’evidenza della guerra in The Fall of Gondolin, Roberto Arduini  • Cronache dal Fronte: l’arte di Fred A. Farrell, Roberta Tosi • Un vittoriano in trincea. Tolkien e Dickens: industrializzazione e ricezione dickensiana durante la Grande Guerra, Stefano Giorgianni • Faërie and War: How Experience Changes Art, Verlyn Flieger

M’è rimasta nel pensier la luce…

Scrive l’autrice, Lucia Cametti: “Il mio nome è Lucia e oltre al compleanno, nel mese di marzo, sono sempre stata festeggiata, in dicembre, anche per l’onomastico. Non è da tutti. La storia di Santa Lucia ha un legame antico, che si intreccia a quella tradizione, che dalla Sicilia ci è giunta fino a Verona.

Ciò mi ha spinto a conoscere ed approfondire, in questa pubblicazione, la ragione, per cui il culto della santa di Siracusa è da noi, così sentito, amato e celebrato.

59 Limericchi

Il limerick non ha mai inteso essere creazione poetica seria, ancor meno seriosa. L’ironia vi si imprime come sigillo tra lazzi e garbate demolizioni della pomposa solidità del reale. Molto del suo valore sta in questa ribellione contro la realtà costituita.

Delmiglio, in questi 59 limericchi, accompagnati dalle puntuali illustrazioni di Giuseppe Vit, sovverte anche gli italici adattamenti del secolo scorso e lascia che l’ispirazione lo porti dove il cuore non sempre sa condurre, ignorando dell’ossessione per la regola il gusto di scaturire eccezioni pronte a rientrare nei ranghi.

In cambio restituisce al componimento di matrice anonima e popolare la leggerezza di un’assenza normativa fertile di festose opportunità.

Marco Ongaro

 

Cinquantanove limericchi

per clochard e per sceicchi

scritti solo per diletto

per strappare un sorrisetto

non per diventare ricchi.