Dolomiti di piombo

«Sono stati gli italiani!», disse incollerito. E, mentre una luce insolita gli illuminava gli occhi, raccontò loro minuziosamente quello che era accaduto in mattinata, infiammandosi soprattutto quando annunciò la sua decisione di essere disposto a passare in clandestinità pur di vendicarsi. Fare giustizia non solo per quello che avevano fatto a lui, ma per l’assassinio di Ulrich e per la piega che stava prendendo la situazione nel Sudtirolo.

Primavera 1965: la provincia di Bolzano è quasi quotidianamente scossa da attentati di matrice irredentista. Nel corso di una rissa, un giovane austriaco viene ucciso da un gruppo di teppisti italiani. Il desiderio di vendetta dei suoi amici si salda con lo spirito nazionalista sudtirolese: riuniti in un gruppo di combattenti, braccati come terroristi dalle autorità italiane, sette ragazzi cercano di farsi giustizia da soli, ma si trovano a dover fare i conti con l’ambiente equivoco e torbido dei servizi segreti internazionali.

Realtà storica e invenzione romanzesca, ideologia e passione si intrecciano sullo sfondo dei maestosi scenari dolomitici. Una spy story dal ritmo avvincente, nella quale chiunque potrà identificarsi, riconoscendo paesaggi noti e riferimenti familiari.

Peter Disertori, ha pubblicato con vari editori: Storia contro, La panchina, Osteria al porto, La figura di Cristo tra ombre e luci e Naja l’ultima vacanza. È co-autore delle antologie alpine: In punta di Vibram e DNA Alpino; di quest’ultima ha anche curato il quadro storico e il piano generale dell’opera. Ha collaborato alla rivista “Il furore dei libri” nella rubrica: i libri di confine. Ha pubblicato i saggi I segreti di Qumran e Religioni contro. Un suo racconto noir compare nell’antologia Nero per n9ve, Delmiglio Editore.

Pubblicato in Clio

2048

Queste storie vengono dal futuro, un futuro nel quale la natura è stata vilipesa, oltraggiata, quasi annientata dall’avida mano degli uomini.

Ma per fortuna non tutti sono d’accordo.

Un gruppo di giovani si oppone alla selvaggia distruzione e reagisce come può, con la creatività, con la musica, il coraggio e con il racconto, anzi, con tanti racconti. Appunto le undici storie dei protagonisti di questo libro. Che si chiamano: Franklin, Riccardo, Alex, Mike, Nicole, Rino, Ludovica, Thau, Max, Anika e… Maracas (che è una piccola cagnolina).

È il 2048 e in attesa di un mega-concerto ecologista,  i ragazzi si ritrovano a discutere e trovano il tempo per raccontarsi quello che hanno vissuto. Quello che li unisce è il loro amore per la natura, un amore viscerale, una passione per la quale vale la pena spendersi e rischiare. I protagonisti di queste storie sono un po’ reali e un po’ frutto della fantasia, appartengono al mondo umano ma a anche… a quello sovrumano (c’è anche un robot!), tratteggiano eventi e avventure  che lasciano con il fiato sospeso. Il loro passato, il presente e il futuro diventano tutt’uno con l’intrecciarsi della trama.

Tra balli e musica, senso della giustizia e viaggi nello spazio, sogni e possibili nuovi futuri alternativi, ciò che li unisce in  un unico, grande comune denominatore è l’amore per il mondo dove vivono e l’obiettivo dichiarato della sua salvaguardia.

A qualunque costo.

(copertina di Davide Antolini)

Cara Elsa

“Quello che sto per dirti – Elsa – non è per niente facile. Come quando un segreto trattenuto troppo a lungo marcisce, si altera, corrompe la materia, ci consuma come un parassita resistente ad ogni forza di volontà, come un’infezione che, prima invade la polpa dei pensieri e poi la dissecca”.

Inizia con queste parole la lettera che Italo Bussini, settantenne anatomo-patologo, fa trovare a Elsa, la figlia maggiore.

È il commiato di un padre, che, dopo aver vissuto da solo con i figli per un’intera vita, cela un indicibile segreto di famiglia. Come in un thriller, la lettera nel suo dipanarsi lascia intravedere significati e indizi del male che attanaglia il suo protagonista e i motivi della sua partenza.

Ci vorrà un’intera notte perché Elsa possa leggere quella lettera e rendersi conto che la sua vita e quella di suo fratello Carlino, da quel momento in poi, non sarebbero state più le stesse.

Molti Rumor per nulla?

L’autore traccia le biografie dei maschi suoi antenati e dei contemporanei (lui compreso) unendo ricerche storiche in archivi e biblioteche ad annotazioni di avvenimenti e fatti tramandati oralmente.

Raccoglie, inoltre, stralci di articoli di giornali e di pagine di libri scritti e pubblicati da cent’anni a questa parte, intrecciandoli con interviste recenti.

Il tutto condito con tanta, tanta ironia rivelatrice dell’amorevolezza con cui guarda ai componenti del suo albero genealogico.

Ne risulta un’accattivante e coinvolgente “saga” dei Rumor a cui mancano, per ora, solo un santo e un astronauta.