Anema e cori

Il concerto di Natale ispirato al libro “In templo quod”, ha riscosso un notevole successo.

Nella bellissima chiesa dei Santi Nazario e Celso, sabato 22 dicembre alle 21, non c’era un solo posto libero.

ALl’inizio della serata, Don Orfeo, comprensibilmente orgoglioso della sua chiesa, ha illustrato i capolavori che arricchiscono le navate, opera di grandi del Rinascimento, e in particolare la Cappella San Biagio, una sorta di Cappella Sistina nostrana.

In apertura del concerto, si è levata solitaria, da dietro l’altare, la voce di uno strumento antico, il cornetto, che, con il suo suono suggestivo, ha dato il la alla serata intonando le prime battute della lauda “Altissima luce”. Subito dopo, hanno fatto eco le voci del Coro dei Concerti Spirituali, che ha eseguito per intero il brano.

A quel punto, dopo i saluti e i ringraziamenti di rito, il maestro Marcello Rossi ha illustrato la prima parte del concerto, descrivendo il percorso musicale diretto ad attraversare due secoli, fino al Cinquecento.

Ma ecco i brani eseguiti dal Coro dei Concerti Spirituali:

Laude:

Altissima luce

Alma che scorgi tu

Anima mia che pensi

L’amor a me venendo

D’amor pane dolcissimo

O Maria qual tuo bel manto

 

Angeli, Archangeli, Andrea Gabrieli

In Te Domine speravi di Stefano Bernardi

Ave Maria, Bartolomeo Tromboncino 

Ave Maria, Jacob Arcadelt

Gloria in excelsis Deo, Stefano Bernardi

Terminato il repertorio previsto, il coro si è ritirato, lasciando spazio agli attori Andrea De Manincor, che ha introdotto, e ad Andreapietro Anselmi. Nella lettura recitativa del racconto “Il cornetto tenore”, il primo ha preso le parti del pittore Paolo Farinati, e il secondo quelli di un vecchio frate, con una strana richiesta e una storia misteriosa da raccontare.

Il racconto, che conclude le dodici narrazioni del libro “In templo quod”, è ambietato proprio nella chiesa dei Santi Nazario e Celso e prende spunto dalla curiosa figura di un angelo, nell’abside, intento a suonare il cornetto tenore.

Il termine del racconto è coinciso con la ricomparsa delle suggestive note di questo antico strumento, mirabilmente suonato da Flavio Cinquetti.

Assieme a Marcello Rossi, il cornettista ci ha fatto ascoltare due frottole del veronese Bartolomeo Tromboncino, e precisamente “Vergine Bella” e “Ostinato vo’ seguire”.

La seconda parte del concerto, affidata all’ensemble “Appunti corali” diretto dal maestro Emanuele Gasparini, ci ha condotto, tra coro e quartetto d’archi, in un viaggio fino dal Rinascimento al Novecento.

Ecco in dettaglio i brani eseguiti:

O Magnum mysterium, Tomàs Luis De Victoria (1572)

La notte, Jean-Philippe Rameau (1733)

Bogoroditse Devo, Rachmaninov Sergei Vasilyevich (1915)

Il coro della notte, Pietro Alessandro Yon

Magnificat in Sib maggiore, Francesco Durante

Infine, prima dei saluti, abbiamo potuto ascoltare una ninna nanna eseguita dai due cori uniti.

Il numeroso pubblico presente ha approfittato dell’occasione per visitare le bellezze della chiesa, prima di raccogliersi in oratorio per un brindisi.

A tutti i musicisti, gli attori e gli autori va il nostro più sentito ringraziamento.

Guarda le foto della serata

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