Aymo, Giovanni Antonio

Varallo Sesia 13 ottobre 1861-Bologna 16 maggio 1901 Rimasto orfano in tenera età, Giovanni Antonio Aymo fu adottato da uno zio cappellano e professore di liceo. Terminati gli studi liceali a Torino egli, pur impiegato come assistente di farmacia, abbandonò gli studi in chimica e iniziò l’attività giornalistica scrivendo per alcuni fogli del capoluogo piemontese: “L’Alpinista”, il “Torino”, la “Nuova Torino”. Giovane inquieto, dotato di grande intraprendenza e di spirito avventuroso si imbarcò per il Messico, dove fondò la “Scintilla Italiana”, primo giornale italiano in quel paese, e, più tardi, il “Corriere Universale”, testata in italiano, spagnolo e inglese, e, infine, diresse il giornale in lingua spagnola “Cronica del Commercio”. Nell’autunno 1883, appena rientrato in Italia, mentre si preparava a insegnare lingue in un istituto privato, fu chiamato all’”Arena” da Dario Papa, da lui forse incontrato in Messico, che ne aveva intuito le grandi potenzialità. Dopo qualche mese dalle dimissioni di Dario Papa (marzo 1884) egli assunse la direzione dell’”Arena”. Giornalista di rango, la cui fama superò le anguste mura di Verona, in politica fu monarchico e moderato, alieno da tentazioni trasformistiche. Nel 1895, favorì l’alleanza dei liberali con i cattolici per impedire l’affermazione del fronte progressista. Fu uomo di cultura, entusiasmante conferenziere, attento critico teatrale, con lo pseudonimo di Ugo di Moncontrato, autorevole critico d’arte e letterario. Nel luglio 1886 sposò Quirina Bombardi, appartenente ad una ricca e nobile famiglia veronese. Nel gennaio 1894 acquistò l’”Arena” e i macchinari di stampa dalla famiglia Franchini trasferendo tanto la redazione quanto la tipografia in Stradone San Fermo al civico n. 28. Morì a Bologna, dopo una lunga malattia, lasciando nuovamente il quotidiano cittadino nelle mani di Albano Franchini da cui l’aveva rilevato.

 

Libri in catalogo:

Il Duca di Santo Stefano ed Emilio Salgari

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