Cara Elsa

di Toti Naspri

“Quello che sto per dirti – Elsa – non è per niente facile. Come quando un segreto trattenuto troppo a lungo marcisce, si altera, corrompe la materia, ci consuma come un parassita resistente ad ogni forza di volontà, come un’infezione che, prima invade la polpa dei pensieri e poi la dissecca”.

Inizia con queste parole la lettera che Italo Bussini, settantenne anatomo-patologo, fa trovare a Elsa, la figlia maggiore.

È il commiato di un padre, che, dopo aver vissuto da solo con i figli per un’intera vita, cela un indicibile segreto di famiglia. Come in un thriller, la lettera nel suo dipanarsi lascia intravedere significati e indizi del male che attanaglia il suo protagonista e i motivi della sua partenza.

Ci vorrà un’intera notte perché Elsa possa leggere quella lettera e rendersi conto che la sua vita e quella di suo fratello Carlino, da quel momento in poi, non sarebbero state più le stesse.

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