Cuor d’Amore e di gusto

Il dialogo, all’estero, è tipico.

“Da dove viene?”

“Da Verona”

“Verona? Verona nel Vermont o nel Michigan?”

“No, Italia. La città della lirica, l’Arena…”

Sguardo perplesso

“Massì, Verona, la città di Romeo e Giulietta”

Ah, certo! Verona!”

L’idea di Shakespeare di riprendere il racconto del Da Porto e ambientare la storia degli sfortunati amanti proprio a Verona, ha reso celebre la nostra città in tutto il mondo, come testimoniano le visite alla casa dell’eroina dell’amore e le cinquantamila (50.000!!) lettere che le giungono ogni anno dai luoghi più impensati del globo. E qui un applauso al Club di Giulietta è d’obbligo.

Tanto conosciuti e amati, Giulietta e Romeo sono testimonial perfetti per parlare della città scaligera, regno dell’amore, certo, ma anche della poesia, della lirica e, non ultima, della gastronomia d’eccellenza (Amarone docet).

Il matrimonio è presto fatto. A sancirlo è Emanuele Delmiglio, eclettico editore veronese, che immagina un raviolo (anzi due) a forma di cuore con i prodotti tipici della provincia quali l’Amarone della Valpolicella e il Monte Veronese.

Delmiglio non è nuovo a sortite di questo genere. Quattro anni fa ideò con i ristoratori di San martino Buon Albergo il piatto tipico del paese, ovvero il Capél de Napoleon, un raviolo all’asparago di Mambrotta, organizzando una disfida annuale sulla sua interpretazione tenutasi a novembre a Villa Musella.

Un’idea, per quanto buona, rimane però lettera morta se non trova persone capaci di metterla in pratica, trasformando i sogni in realtà. E qui entra in gioco Loris Bennati, giovane imprenditore erede di una tradizione cinquantennale di pastai artigiani, che coglie al volo la sfida e organizza la produzione del (anzi, dei) Cuord’Amore.

Il periodo di elaborazione è lungo e non privo di insidie, ma alla fine Arte Pastaia, sempre con la collaborazione comunicativa ed estetica di Delmiglio, arriva alla realizzazione di due prodotti raffinati, compendio di eccellenze del territorio. Il Cord’Amore dedicato a Giulietta è delicato e femminile, con il suo ripieno di Monte Veronese, melograno, fragola, aceto balsamico e amaretti. Più intenso e deciso il Cuord’Amore di Romeo, con Monte Veronese, anatra al forno e Amarone della Valpolicella. Altra idea originale: si tratta della prima vaschetta racchiusa in una scatola, cosa che permette di raccontare non solo il prodotto, ma anche il suo territorio. L’immagine di Giulietta e Romeo è firmata da un disegnatore di razza: Alberto Tosi.

Alla presentazione dei due prodotti, tenutasi venerdì 13 febbraio alle 13 al Ristorante al Bersagliere, arriva per prima una gradita notizia: Il consorzio del Valpolicella, come ha già fatto quello del Monte veronese, sposa l’idea e concede l’uso del nobile vino e del suo nome accanto al Cuord’Amore.

Arrivano poi numerosi amici e sostenitori, accompagnati da rappresentanti della stampa e delle istituzioni, pronti a degustare e brindare per il battesimo. Primi tra tutti il sindaco di Verona Flavio Tosi e il Presidente della provincia di Verona Antonio Pastorello, che hanno avuto parole di apprezzamento e incoraggiamento, per proseguire con Fernando Morando, presidente dei Veronesi nel Mondo, Giulio Tamassia, presidente del Club di Giulietta, Enrico Boni, direttore delle Funivie del Monte Baldo e presidente dell’Associazione Fantàsia (quelli del monumento a Salgari), rappresentanti dei due Consorzi patrocinatori e tanti altri.

“Cuord’Amore – racconta Loris Bennati – è ora commercializzato in Croazia, prima ancora che in Italia, e tanto interesse fa ben sperare per una rapida crescita all’estero”

La presentazione diventa una festa, anche grazie alla proverbiale ospitalità di Leo Rmponi, patron del Bersagliere e creatore di numerosi prodotti dedicati agli amanti shakespeariani, tra cui ricordiamo i cioccolatini Giu-Ro.

Oltre ai Cuord’Amore, perfettamente interpretati dallo chef, si degustano il Monte Veronese e le sfogliatine al Recioto, portate da Davide Dall’Omo, in nome delle cinque pasticcerie che producono questo dolce.

L’occasione è importante e interessante anche per parlare di sinergie. “Sotto la bandiera di Giulietta – spiega Delmiglio – potrebbero riunirsi e fare squadra tutti i prodotti d’eccellenza di Verona”. A questo scopo, Delmiglio ha creato e brevettato un marchio, opportunamente in inglese: Forever Juliet.

Sì, perché l’amore, quello vero, è per sempre.

 

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