Il Castello racconta…

di Katia Galvetto
Order fiaba sulla val d'Illasi

Guarda alla terra, per conoscere te stesso. (San Bernardo)

La fiaba è il luogo di tutte le ipotesi: essa ci può dare delle chiavi per entrare nella realtà per strade nuove, può aiutare il bambino a conoscere il mondo. (Gianni Rodari)

 

Le favole aiutano a crescere e non c’è niente di meglio, per crescere, se non conoscere quello che ci circonda. Il territorio ci parla della nostra storia, delle nostre radici, ed è un patrimonio che va preservato attraverso la memoria.

Così nasce questa favola, un racconto che ci parla di una valle e delle sue chiese, nate dalla devozione popolare nei secoli. E se le chiese erano a protezione dello spirito delle genti che qui abitavano, il castello, invece, ne sorvegliava i corpi.

L’augurio è che questa favola avvicini i ragazzi al loro territorio, così che, ovunque il destino li porti, abbiano nel cuore un luogo nel quale tornare.

 

Un castello testimone di un evento prodigioso: la posa, da parte degli angeli, di tre piccole chiese in una vallata incantata, dove la terra profuma di fiori, è schietta come la sua gente e vibrante di una fervente religiosità. Una storia evocata dall’innocenza di tre bambini, dalla devozione di un padre e dalla saggezza di un antico castello che da secoli domina il territorio non per imprimervi il sigillo del suo potere, ma per regalargli la sua protezione.

In uno scenario naturale e avvolgente, Katia Galvetto e Renato Molinarolo raccontano, con parole e disegni, una leggenda originale e affascinante che sa di storia, trabocca di umanità e regala speranza.

“In ogni cuore c’è uno scrigno che nessuno vorrebbe mai svelare perché vi è custodita la parte più intima dell’anima; lì sono riposti, nell’immenso immaginario della giovinezza, desideri e aspettative”.

Molinarolo ci regala, con la tecnica espressiva del solo disegno, un illusionismo spaziale fan-tastico; scenografie teatrali entro le quali appaiono vedute scomposte e ricomposte dei tre piccoli santuari, testimoni di devozione e di fede, che, insieme, proteggono in un unico abbraccio la valle. In questo incantevole allestimento scenico, volteggiano putti paffutelli e angeli avvolti in panneggi che svelano l’evento miracoloso. Il tutto nel paesaggio di luci e profumi dell’adolescenza dell’artista, come nel dipinto in copertina, dove, alle pendici del castello amico, visse la sua amata famiglia.

 

KATIA GALVETTO

Laureata con lode in Lingue e Letterature Straniere e in Discipline Artistiche ed Arche-ologiche presso l’Università di Verona, studia la storia della città e della sua provincia da anni, svolgendo attività di didattica e di guida turistica sul territorio. Con l’emittente televisi-va Telepace, ha realizzato documentari sulla storia di Verona relativamente al periodo ro-mano, paleocristiano e medievale.

RENATO MOLINAROLO

Dopo la laurea in Architettura ed il conse-guimento del Dottorato di Ricerca in rilievo e rappresentazione del costruito, ha realizzato numerose mostre personali, godendo di pre-stigiosi consensi di pubblico e critica su riviste e cataloghi internazionali.Vive a Verona, dove esercita la professione di architetto.

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