Il silenzio è rotto

Diario di una madre coraggio

di Sara Suriano
Order Il diario di una madre che ha visto la figlia precipitare in un baratro di solitudine e disperazione, vittima di una relazione violenta e sopraffacente, e il lungo cammino per riportarla alla libertà.

Il diario di una madre che ha visto la figlia precipitare in un baratro di solitudine e disperazione, vittima di una relazione violenta e sopraffacente, e il lungo cammino per riportarla alla libertà.

“La spirale della violenza intrappola coloro che hanno la sfortuna di incapparvi.

Le donne vittime di violenza subiscono una pressione e un condizionamento in grado di mutare la loro personalità, pietrificandole in uno stato psicologico che anestetizza i sensi e ovatta la realtà.

Il risultato è di congelarle in una relazione che appare loro come assolutamente irrinunciabile e vitale, mentre ha l’effetto di provocarne il progressivo annientamento psico-fisico.

L’inaccettabilità di un tale stato di cose appare evidente all’esterno, per le persone vicine alle donne, che soffrono nel vederle bloccate in una relazione senza senso e futuro ed ha l’effetto inevitabile di originare un forte e frustrante senso di impotenza in coloro che tentano di aiutarle ad aprire gli occhi, dissuadendole dal perseverare in una relazione tanto squilibrata, quanto pericolosa.

Per chi sta al di fuori sorgono spontanei degli interrogativi: come si può pensare che AMARE significhi e implichi l’ANNIENTAMENTO della propria personalità, talvolta fino alla “MORTE” fisica o psicologica ? Ma l’amore non è quel sentimento invincibile che ti porta a desiderare profondamente il bene dell’amata/o e la sua piena realizzazione come persona, realizzazione che non può prescindere dall’esercizio dell’innato e fondamentale diritto di libertà dell’amata/o ?”

dalla prefazione di Sara Gini, Presidente di Telefono Rosa Verona

 

“La casa senza nostra figlia era diventata una tomba, non sapevamo cosa dire tanto eravamo sconcertati per quello che stava succedendo e per quello che sarebbe successo; solo con l’aiuto di tutti abbiamo trovato la forza di risalire e lottare”.

Sara, la madre

“Oggi resta la nostalgia di non aver vissuto gli anni centrali della mia gioventù con la mia famiglia, e questo mi rende un po’ difficile il distacco da loro per crearmi una vita mia. La sensazione che mi accompagna è sempre la paura di deluderli e farli soffrire ancora, ma, con il tempo, sono sicura riuscirò a superare anche questi ultimi strascichi”.

Martina, la figlia

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