ilcorsaronero 21

Numero speciale in memoria di Claudio G. Fava a cura di Fabio Francione

Order numero 21 de Ilcorsaronero

Editoriale del n. 21

“Ilcorsaronero” nacque dieci anni fa per la strenua volontà di un piccolo gruppo di studiosi e di appassionati, reduci da una difficile esperienza all’interno della Società Internazionale Salgari che si era autosciolta. I fondatori della rivista erano consapevoli di dover procedere a una svolta radicale nell’approccio alla figura e all’opera dello scrittore veronese, che correvano il rischio di venir esaltate oltremisura e rese estranee alla cultura italiana trasformandole in una sorta di entità metafisiche.

Per scrivere in modo nuovo di Emilio Salgari, per sgombrare il campo da tante leggende alimentate ad arte, occorreva uno strumento che pubblicasse materiali di ricerca e di analisi, intesi a valorizzare una tradizione scarsamente presa in considerazione, spesso confinata, in un passato non troppo lontano, nella cosiddetta paraletteratura. Valorizzare l’opera di Salgari significava intuire la rilevanza del romanzo d’avventura e gli infiniti legami dello scrittore con la cultura del romance occidentale. Robert Louis Stevenson, Alexandre Dumas, Jules Verne, Gustave Aimard, Thomas Mayne Reid, James Fenimore Cooper, Karl May, Jack London, Arthur Conan Doyle… furono non a caso i suoi ideali compagni di viaggio e alla loro straordinaria esperienza legò il proprio lavoro.

Massimo Tassi di Reggio Emilia, grande appassionato di letteratura fantastica, direttore di “Yorick” e animatore di importanti momenti di riflessione sullo scrittore veronese, si prestò volentieri a varare e a dirigere il nostro ardito e temerario vascello, corseggiando l’oceano di libri, giornali, portolani, atlanti, fumetti…

Al lavoro redazionale si affiancò il sostegno sincero di “intellettuali” disorganici universalmente riconosciuti, garanti della bontà della nostra operazione. Un po’ come fece Giovanni Gandini nei primi anni Sessanta allorché diede vita a “Linus”, la rivista che gettava un nuovo ponte tra il mondo delle nuvole parlanti e quello della cultura in senso più generale, riunendo attorno a una tavola rotonda Umberto Eco, Oreste del Buono, Elio Vittorini.

Fu così che inventammo la figura del direttore spirituale. Accettò immediatamente un ruolo così emblematico lo scrittore ed editore Raffaele Crovi, “milanese” con radici emiliane, storico collaboratore di Vittorini, con il quale andavamo pubblicando alcune preziose ricerche e testimonianze salgariane. Lo ricordiamo nel 2006 alla Fiera del Libro di Torino sventolare orgogliosamente davanti al pubblico il secondo numero de “Ilcorsaronero”. Lo seguì Darwin Pastorin, fratello di sangue e ideale compagno di viaggio, scrittore, giornalista, uomo della televisione, nato in Brasile da famiglia di origini veronesi, innamorato pazzo di Salgari di cui parla in una sua personalissima rubrica della rivista. Non poteva mancare Mino Milani, il nostro grande scrittore d’avventure del secondo Novecento, padre di Tommy River e di Efrem, sceneggiatore principe del “Corriere dei Piccoli”, del “Corriere dei Ragazzi”, e delle migliori avventure di Hugo Pratt. Il “Corsaro”, trasversale per istinto, inseguiva i generi liberamente, accostando linguaggi diversi. L’editoria, il giornalismo, la letteratura, il fumetto, erano ampiamente rappresentati nella direzione. Tuttavia mancava ancora qualcosa: il cinema! Fu Matteo Lo Presti a suggerirci Claudio G. Fava, ovvero la quadratura del cerchio. Una volta assicuratici la sua disponibilità, toccò a chi scrive di contattarlo con soggezione e imbarazzo. Fava era stata una voce magica, forte e chiara, che dal piccolo schermo ci aveva guidato attraverso i film che noi tutti amavamo. Un uomo coltissimo che sembrava essere vissuto insieme ad alcuni miti della nostra vita, capace di dare alle proprie riflessioni una concretezza ineguagliabile. Se il tempo aveva logorato le ampollose e arzigogolate presentazioni di molti cineforum, il nostro disinteressato amore e il rimpianto per le brevi introduzioni e conclusioni di Fava non era venuto mai meno. Illuminanti, chiare, precise, fondamentali! Esattamente il contrario di ciò che il mondo cinematografico ci andava propinando allora, e che sembra fare ancor oggi.

La ciurma del “Corsaro” ha amato e ama i suoi direttori spirituali perché sono sempre vicini, hanno condiviso e condividono il nostro lavoro, le nostre fatiche. I Magnifici Quattro direttori hanno compreso, valorizzato e legittimato il percorso fin qui compiuto. Crovi ci ha lasciato qualche anno fa, ma è rimasto il suo insegnamento, il suo entusiasmo, il suo spirito. È al nostro fianco: il suo nome campeggia ancora oggi sulla testata della rivista; e così sarà anche con quello di Fava.

Di questo genovese, tenace, signorile e generoso, ci mancherà la puntuale e imprescindibile telefonata che, facendo nostra l’espressione di Emanuela Martini, esprimeva «l’arte semiperduta e preziosa della chiacchierata, dove arguzia e conoscenza si mescolano, divagando e saltando dal cinema alla letteratura alla storia alla curiosità, senza mai cadere nelle trappole più infide del web (pressapochismo, supponenza e aggressività), ma con la grazia del grande conversatore».

Fava manifestava vivissima accuratezza, dissertando di Salgari, di London, di Sabatini, di Marotta… di cinema, di televisione, di letteratura, di storia, di attualità, offrendo di ogni argomento una lettura diversa e singolare. Un’occasione unica per noi di apprendere, di imparare, di approfondire!

Ecco come presentò un numero della sua e nostra rivista:

Mi è giunto il n.17, settembre 2012, de “IlCorsaroNero”. È una pubblicazione che non solo ricevo regolarmente ma sulla cui copertina (riproduciamo qui il logo con quella che credo sia una famosa caricatura di Salgari a opera di Pipéin Gamba) figura il mio nome, insieme a quelli di Raffaele Crovi, Mino Milani e Darwin Pastorin, tutti e quattro a titolo di direttori spirituali. All’interno, nella rubrica dal titolo catulliano “Nugae”, figura anche un mio articolo su Rafael Sabatini, pubblicato in questo stesso blog, nel mese di marzo 2009. Si trattava all’origine di una mia lettera a Goffredo Fofi riguardante appunto quel trascurato e straordinario romanziere avventuroso che fu Rafael Sabatini (nativo di Jesi) di cui allora era stato ripubblicato un romanzo famoso, Scaramouche (da cui venne tratto un film altrettanto famoso). Nella mia lettera ne parlo a lungo e parlo soprattutto di quello che ne è il seguito (nella versione italiana La congiura di Scaramouche) che a mio parere è ancora più bello.

Ho approfittato della cosa per rileggere quello che avevo scritto e ho anche apportato qualche minima correzione stilistica al testo. Ma soprattutto la pubblicazione è tornata utile perché mi concede qui di riproporre il sommario del n. 17 che torna tutto a favore del suo industriosissimo direttore, Claudio Gallo.

Nostra fervida speranza è di contribuire a coltivare e perpetuare la memoria di questo straordinario maestro, e per i salgariani Capitano di Lungo Corso, ben temprato a guidarci attraverso le procelle della vita.

Ringraziamo quanti ci hanno aiutato: Bruno Torri, Piero Spila, Roberto Lasagna, Matteo Lo Presti, cofondatore del “Corsaro”, Lorenzo Doretti animatore del blog di Fava, Clandestino in galleria che continua a far vivere, e tutte le case editrici che hanno consentito di ripubblicare articoli, saggi e interventi, del nostro indimenticabile Claudio G. Fava. Un particolare ringraziamento alla moglie, Elena Pongiglione, per aver acconsentito a questa difficile impresa. 

Un ringraziamento speciale a Chiara Begnini e Nicola Ruffo, per il prezioso lavoro di trascrizione dei testi che compongono questo numero speciale. A buon titolo anche loro devono ritenersi curatori di questo numero della rivista.

Sommario

Nota editoriale di Claudio Gallo

CINEMA – Pasolini in TV e scritti ritrovati preceduti da una biografia priva di senso (salvo che per l’interessato), di Claudio G. Fava

Uccellacci e uccellini

Accattone

Una telefonata con Dino Risi

Il “sorriso” del gran tentatore. Kezich e il western

Bresson. Un condannato a morte è fuggito

Morire per un’altra Germania. Operazione Valchiria

Su Eugenio Corti

La “faccia di Yanez”, di Corinne D’Angelo

TESTIMONIANZE – Claudio G. Fava: un “nobile” salgariano audace e creativo, di Matteo Lo Presti

Un grande affabulatore, un critico cinematografico da riscoprire, di Renato Venturelli

Gli inizi con Padre Arpa e Gianni Amico, di Bruno Torri

Due genovesi, di Oreste De Fornari

Sullo stile critico di Claudio G. Fava, di Piero Spila

Prossimamente… Un libro di Claudio G. Fava, di Roberto Lasagna

STUDI – Fellini. Le prefazioni 1981-1995, di Claudio G. Fava

CLANDESTINO IN GALLERIA 

Clandestinoingalleria, il blog di Claudio G. Fava di Lorenzo Doretti 

Ultimi articoli da Clandestinoingalleria di Claudio G. Fava

Riflessioni marginali sul commissario Maigret

I capolavori di “Urania” e la fantascienza

Il divismo tranquillo di Giuliano Gemma

Il fascino romanzesco della “Royal Navy”

La lezione insuperabile offerta da Jack London

Postfazione del curatore di Fabio Francione

PROFILI – Profili bio-bibliografici degli autori

Bibliografia di Claudio G. Fava (1959-2014)

(a cura di C. G.)

Aggiungi al carrello:

Order numero 21 de Ilcorsaronero
Be Sociable, Share!